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Cavaneri

I cavalieri neri: da sinistra Cigno Nero, Andromeda Nero, Pegasus Nero e Dragone Nero

I Cavalieri neri (暗黒聖闘士 Black Saint?), nella traduzione del manga Black Saint, sono un gruppo di personaggi dell'anime e manga I Cavalieri dello zodiaco e si tratta dei primi antagonisti affrontati.

DescrizioneModifica

Sono una casta di Cavalieri abbandonati dalla dea Atena perché utilizzano le loro abilità e le loro armature esclusivamente per i loro fini personali e non per la giustizia. Indossano anche loro delle armature (cloth) come i Cavalieri di Atena, ma sono nere (per questo motivo sono chiamate Armature Nere o Black Cloth) e meno resistenti delle armature di bronzo. Si narra che per ogni armatura, eccetto le armature d'oro, ne esista una doppia nera. Anche i Cavalieri neri sono identici ai corrispettivi Cavalieri di bronzo ed anche le loro tecniche di lotta sono molto simili. La loro base è l'Isola della Regina Nera (Isola Death Queen nel manga) e all'inizio sono comandati da Jango e proteggono l'armatura della Fenice (l'unica originale che si trova sull'isola) finché Phoenix non termina il suo addestramento uccidendo il suo maestro e decide di appropriarsi delle sue vestigia, sconfiggendo prima numerosi Cavalieri neri e venendo infine riconosciuto da questi come capo. Nel manga oltre ai Black Phoenix ed ai Black Four, vengono mostrati 6 Black Saint che indossano armature nere sconosciute e 3 Black Saint che indossano armature nere copie di tre silver cloth, tutti quanti verranno sconfitti da Ikki.

MembriModifica

Black FourModifica

I Black Four (暗黒四天王 Burakku Fō?, lett. I quattro re celesti neri) sono le controparti negative di quattro dei cinque protagonisti. Nel manga viene mostrato che originariamente i Black Four erano la guardia del corpo di Jango e di conseguenza i Cavalieri neri più potenti ed in seguito alla sconfitta del loro capo accetteranno di mettersi al servizio di Phoenix. Nel manga i Black Four non muoiono subito ma tre di loro vengono impiegati da Mur per ingannare i Cavalieri d'Argento, mandati in Giappone per punire quelli di Bronzo per non avere rispettato le regole del Grande Tempio, facendo loro credere di uccidere il Cavaliere di Bronzo corrispondente. Sia nella versione giapponese che in quella italiana tutti i Cavalieri neri sono doppiati dagli stessi doppiatori delle loro controparti buone.

Cigno NeroModifica

Cigno Nero (暗黒白鳥星座 Black Swan?) è la controparte di Crystal il Cigno (che lo conosceva di fama) ed è sia nell'anime che nel manga il primo dei Black Four a comparire, attaccando Andromeda a Villa Kido ma venendo poi fermato proprio da Crystal. Durante lo scontro con i Cavalieri di Bronzo nella Valle della Morte si scontra nuovamente con Crystal che riesce a sconfiggerlo facilmente con l' Aurora del nord, imprigionandolo nel ghiaccio e conquistando il pezzo dell'armatura d'oro da lui custodito. Prima di morire, tuttavia, Cigno Nero manda al suo signore il piccolo cigno del suo elmo dove ha memorizzato tutte le mosse dell'avversario. Nel manga riappare in un flashback di Phoenix, dove scopriamo che è stato il primo Black Four ad essere stato battuto dal Cavaliere della Fenice e (sempre nel manga) viene ucciso definitivamente da uno dei Cavalieri d'argento, giunti a punire quelli di bronzo, che lo scambia per Crystal a causa di un inganno di Mur.

Attacchi

  • Polvere di Diamanti Nera (黒吹雪 Black Blizzard?, Tormenta nera nella prima edizione del manga) è il principale colpo di Cigno Nero ed è una tecnica molto simile alla Polvere di Diamanti di Crystal. A differenza di Crystal che utilizza varie pose eleganti, Cigno Nero lancia direttamente un colpo che consiste nello sferrare un pugno verso l'avversario, creando un getto di aria nera congelante e frammenti di ghiaccio neri. Nell'enciclopedia Taizen viene rivelato che i cristalli generati da Black Cygnus sono di color nero poiché in essi ci sono sostanze velenose.

Andromeda NeroModifica

Andromeda Nero (暗黒アンドロメダ星座 Black Andromeda?) è la controparte di Andromeda ed appare quando quest'ultimo è impegnato a soccorrere Pegasus caduto nel burrone a causa del colpo di Pegasus Nero. Le sue catene nere, in grado di trasformarsi in serpenti, ricoprono il corpo dell'avversario. Andromeda spezza le catene-serpenti del Cavaliere nero per poi distruggerlo con un solo colpo. Successivamente (solo nel manga) appare in un flashback di Phoenix dove scopriamo che è stato il secondo dei Black Four affrontati dal Cavaliere della Fenice prima di giungere da Jango e (sempre nel manga) viene ucciso definitivamente da uno dei Cavalieri d'Argento, giunti a punire quelli di Bronzo, che lo scambia per Andromeda a causa di un inganno di Mur.

Attacchi

  • Catene Nere (暗黒流牙星雲 Black Fang Nebula?, Nebulosa delle Zanne Nere nella prima edizione del manga): attacco principale di Andromeda Nero; consiste nel moltiplicare le sue catene trasformandole in serpenti neri che avvolgono l'avversario soffocandolo fino ad ucciderlo.

Dragone NeroModifica

Dragone Nero (暗黒龍星座 Black Dragon?) è la controparte di Sirio il Dragone ma si differenzia da quest'ultimo per i capelli color blu scuro e gli occhi celesti dai globi oculari completamente neri. Nel manga ha anche un fratello gemello cieco chiamato il Drago Nascosto che indossa un'armatura simile alla sua e che lo aiuta nei combattimenti al buio. È il terzo dei Black Four affrontato nel manga da Phoenix prima di conquistare la sua armatura e l'ultimo ad essere affrontato durante il combattimento contro i Cavalieri di Bronzo. Compare dopo lo scontro tra Andromeda ed Andromeda Nero ed affronta Sirio, appena tornato dal Jamir, che lo tiene impegnato mentre l'amico si reca a soccorrere Pegasus caduto nel burrone. Durante lo scontro Sirio perde molto sangue e riesce a battere Dragone Nero utilizzando il Drago Nascente e giungendo quasi alla morte; viene salvato proprio dal suo nemico che ha voluto infine provare a credere nell'amicizia di cui gli aveva parlato l'avversario.

Attacchi

  • Dragone Nero possiede un attacco che appare solo nell'anime e il cui nome è sconosciuto; a differenza di quelli dei suoi compagni, differisce molto da quello della sua controparte buona, poiché consiste nel concentrare la propria forza nel dito indice per poi volgerla verso l'avversario generando un'onda d'urto. Da notare che nell'anime durante l'incubo di Phoenix, causato dal Fantasma diabolico deviato da Crystal, si veda quest'attacco produrre fiamme, ma non è chiaro se si tratta di una variante oppure è un effetto dell'incubo.

Pegasus NeroModifica

Pegasus Nero (暗黒天馬星座 Black Pegasus?) è la controparte di Pegasus ed è il primo Cavaliere nero ad essere affrontato. Nel manga ha la pelle scura e i capelli bianchi, mentre nell'anime i capelli sono neri. Nell'anime lo scontro è più lungo rispetto al manga, difatti i due Cavalieri si affrontano anche con calci e pugni in volo. Viene battuto facilmente da Pegasus col suo Fulmine, tuttavia prima di morire riesce comunque a colpire l'avversario con la sua tecnica mortale. Riappare in un flashback di Phoenix, dove si scopre che è stato l'ultimo dei Black Four affrontato dal Cavaliere della Fenice prima di ottenere la sua armatura.

Attacchi

  • Fulmine di Pegasus Nero (暗黒流星拳 Black Ryuseiken?, Pugno di Pegasus Nero nella prima edizione del manga): è una tecnica simile al Fulmine di Pegasus, con la differenza che è di colore nero e che le zone colpite vengono infettate da una malattia che poi si propaga per tutto il corpo, causando la morte dell'avversario tra atroci sofferenze. Questa tecnica viene chiamata nel manga kokushiken (暗黒死拳? letteralmente pugno della morte nera). Nell'anime il Cavaliere è anche in grado di concentrare i suoi colpi in modo simile a come farà Pegasus con la sua Meteora.

Phoenix NeroModifica

Phoenix Nero (暗黒鳳凰星座 Black Phoenix?), è la controparte di Phoenix ed appare solo nell'anime. Non è da confondere coi Phoenix Neri che accompagno il Cavaliere di Bronzo durante il furto dell'armatura d'oro, i quali non sono altro che le ombre di Phoenix. Appare come Cavaliere Nero agli ordini di Jango quando Phoenix ritorna all'Isola della Regina Nera. Si porta subito in vantaggio, attaccando il Cavaliere con altri tre compagni e impedendogli di indossare l'armatura. Riesce a soggiogare Phoenix con il suo colpo, una versione alternativa del Fantasma Diabolico. Il Cavaliere però riesce a riprendersi e liberatosi indossa l'armatura, sconfiggendo così l'avversario utilizzando prima le Ali della fenice e poi il vero Fantasma Diabolico, mentre Pegasus e gli altri, accorsi in suo aiuto, finiscono gli altri nemici.

Attacchi

  • Fantasma Diabolico (暗黒鳳凰幻魔拳 (あんこくほうおうげんまけ) Ankoku Hoo Gen Ma Ken?): versione alternativa del colpo di Phoenix col quale strangola l'avversario dopo averlo confuso con un'illusione di una enorme fenice nera che lo artiglia alla gola.

JangoModifica

Jango (ジャンゴ Jango?) è l'arrogante leader dei Cavalieri Neri e pretendente all'armatura della Fenice, che tuttavia non è mai riuscito a conquistare. È uno dei personaggi la cui storia varia di più tra anime e manga. Nel manga appare quando Phoenix uccide il suo maestro Guilty e va a reclamare l'armatura che gli spetta: viene contrastato da un gruppo di Cavalieri neri guidati proprio da Jango. Questi vengono sconfitti facilmente dal neo-Cavaliere, che riesce a resistere anche al Pugno infuocato di Jango, rivelatosi ancora più debole dei e ad ucciderlo, conquistando così l'armatura di bronzo e la nomina di nuovo leader dei Cavalieri Neri. Come fatto notare da Phoenix, la forza di Jango risulta inferiore a quella delle sue guardie del corpo, i Black Four. Nella versione animata invece Jango non compare durante l'"investitura" di Phoenix ma cronologiamente più tardi, quando il Cavaliere fa ritorno sull'isola. Nel frattempo Jango ha preso il potere sull'Isola della Regina Nera in seguito alla partenza di Phoenix e dei Black Four e ha ricevuto da Arles l'incarico di tendere una trappola al Cavaliere della Fenice per ucciderlo; decide, dunque, di affrontare il ragazzo con altri Cavalieri neri e Phoenix Nero. Dopo un primo momento di difficoltà, causato dalla mancanza della sua armatura, il ragazzo sconfigge la controparte oscura. Gli altri Cavalieri neri vengono poi sconfitti facilmente, anche grazie all'arrivo di Pegasus e compagni. Jango si ritrova quindi faccia a faccia con Phoenix e colpisce con il Pugno infuocato il nemico, credendo di aver vinto. Phoenix però resiste senza difficoltà al colpo di fuoco e annienta l'avversario con il Fantasma diabolico. Jango, ancora in preda alle illusioni mentali, muore a seguito dell'eruzione che si scatena sull'isola per colpa di Arles. Jango è originario delle Isole Samoa, e nell'edizione italiana dell'anime viene trasformato nel braccio destro di un malavitoso di Nuova Luxor. Nel manga il suo stato è sconosciuto poiché Phoenix dopo averlo battuto lo scaraventa via dall'isola dicendogli di sparire.

Attacchi

  • Pugno infernale (デスクィーンインフェルノ Death Queen Inferno?, Inferno dell'Isola Nera nella traduzione Granata del manga): Jango lancia un potente pugno infuocato.

GuiltyModifica

Guilty (ギルティー Guilty?) è il maestro di Phoenix. Si tratta di un uomo misterioso, dai capelli bianchi (neri nel manga) e il corpo ricoperto di cicatrici, di cui non si conosce né il viso (coperto da una maschera che ricorda il volto del demone indonesiano Rangda), né le origini. Il suo nome non viene mai rivelato né nell'anime né nel manga, solamente nella Saint Seiya Encyclopedia (alla fine del tredicesimo volume del manga e nel volume chiamato dai fan "Taizen") si può leggere come nome un criptico "Saint misterioso - Guilty" ("colpevole" in inglese). Guilty addestra Phoenix per farlo diventare un Cavaliere spietato, per questo usa dei metodi di addestramento violenti e brutali e cerca di convincerlo ad odiare il prossimo per accrescere la sua forza e diventare un potente guerriero, senza sentimenti e riguardi per nessuno. Il giorno in cui Phoenix dovrà dimostrarsi degno di ottenere l'armatura, l'uomo uccide Esmeralda la ragazza amata dal giovane (e sua stessa figlia, almeno nell'anime) e che rappresentava per il suo allievo l'unica goccia di umanità nell'inferno in cui si trovava, per fomentare la rabbia e l'odio nel cuore del giovane Cavaliere, dimostrando nessun sentimento di pietà nei confronti della sorte della figlia. Phoenix, pieno di odio verso Guilty, riesce così a raggiungere il cosmo da Cavaliere di Bronzo e uccidere il suo maestro, fiero comunque di essere riuscito nel suo intento. Nel manga, prima di morire, Guilty, sapendo che Phoenix odiava aspramente Alman di Thule, rivela al discepolo che Alman è il padre di tutti gli orfani mandati a diventare Cavalieri di Bronzo in giro per il mondo, lui compreso, aumentando così l'odio del ragazzo. Sebbene nell'anime venga affermato che la malvagità di Guilty sia causata dal Demone dell'Oscurità del Sacerdote, nel manga non vi sono accenni a ciò (anche perché nella storia del manga Esmeralda è la schiava di un contadino dell'isola, non la figlia di Guilty) e questo sembra essere il vero carattere dell'uomo, spietato e dedito alla violenza. La Taizen inoltre rivela che la maschera di Guilty era il sigillo dell'isola e che il suo compito era quello d'impedire ai Cavalieri Neri di uscire nel mondo esterno. Nell'Hipermyth viene detto che Guilty sarebbe un inviato del Santuario abbastanza forte da tenere a bada i Black Saint ma non così potente che per il Santuario stesso sarebbe un problema privarsene.

AltriModifica

I Phoenix Neri (o Ombre di Black Phoenix) sono un gruppo di ragazzi che vestono delle copie nere dell'Armatura della Fenice e che aiutano Phoenix nel furto della sacra Armatura del Sagittario. Come spiega uno di loro a Sirio, essi non sono veri Cavalieri ma le ombre di Phoenix, dunque vanno tenuti separati dal vero Phoenix Nero, apparso solo nell'anime. Inizialmente ne appaiono sei (cinque nel manga) ma nella fuga si nota che sono molti di più, contandone alla fine 17 (un intero esercito, come commenta Pegasus). Ben nove di loro vengono sconfitti dai quattro Cavalieri di Bronzo, che recuperano quattro dei pezzi dell'armatura d'oro, mentre i restanti portano le parti salvate al loro capo.

  • Il Drago Nascosto (伏龙 Fukuryu?, Dragone ombra nell'adattamento Granata Press) è il fratello gemello cieco di Dragone Nero ed appare solo nel manga con indosso una replica dell'Armatura Nera della stessa costellazione. Aiuta il fratello a combattere contro Sirio al buio, ma viene battuto facilmente dal Cavaliere di Atena, una volta intuito il trucco.

Non ne conosciamo il nome poiché Drago Nascosto è il termine usato da Andromeda quando mette in guardia Sirio dopo che la sua catena ha percepito la presenza del Cavaliere nascosto nell'ombra.

Nell'anime ci sono anche altri Cavalieri neri (almeno altri sei) al servizio di Jango sull'isola. Questi ultimi attaccano Phoenix al suo ritorno sull'isola, venendo sconfitti in breve tempo. Tre di questi Cavalieri neri possiedono un attacco di gruppo chiamato Colpo della Regina Nera che consiste in un semplice graffiare, tramite gli artigli di cui sono dotate le loro Armature. Nel manga Phoenix viene anche attaccato da vari Cavalieri Neri al servizio di Jango quando si reca a reclamare la sua armatura; tra questi sono riconoscibili i Cavalieri Neri della Balena e del Corvo. Il videogioco per Playstation 3 : Saint Seiya Santuary Battle del 2011 introduce poi i seguenti Cavalieri Neri, controparti di quelli d'Argento:

  • Black Lizard (due gemelli, controparti di Eris della Lucertola)
  • Black Ophiucus (controparte di Tisifone)
  • Black Eagle (controparte di Castalia)

Lost CanvasModifica

Nel Gaiden dedicato a Manigoldo, il cavaliere del cancro si trova ad affrontare un gruppo di cavalieri neri che hanno stabilito la loro base a Venezia. Questo gruppo è costituito da 5 elementi, capeggiati da Don Avido, che li ha dotati di versioni modificate delle black cloth originali. Sembra che ciascuno di essi abbia un vizio in particolare.

  • Black Whale: cavaliere della balena, di nome Alegro, affronta Manigoldo e tramite la sua tecnica riesce ad eludere il colpo mortale degli strati di spirito, purtroppo si lascia trascinare dalla presunzione e viene colpito da un potente Acubens, tuttavia riuscirà a sopravvivere, venendo però ucciso da un suo compagno. Il suo vizio è la gola e adora bere alcolici e persino la sua tecnica sembra sfruttarli
  • Black Crow: cavaliere del corvo, di nome Ruse, interviene alla fine dello scontro tra Manigoldo e Black Whale, per eliminare quest'ultimo. Si scontra quindi con Albafica, riuscendo a neutralizzare le sue rose con le piume nere del corvo, capaci inoltre di ferire l'avversario attraverso le fessure del cloth. Il suo vizio è la superbia e, in particolare, è affetto da un narcisismo simile a quello del successo di Albafica e sarà proprio sfruttando questo elemento che il cavaliere dei pesci ne avrà ragione
  • Black Hercules: cavaliere di Ercole, di nome Lemargo; ha un ruolo irrilevante nella trama, cercando di catturare la ragazzina di nome Gioca che ha condotto Albafica e Manigoldo nel rifugio dei cavalieri neri, viene ucciso da una rosa bianca del cavaliere di Pesci
  • Black Canis: cavaliere dei cani da caccia, di nome Judo, anche lui con un ruolo poco rilevante, sostituirà Lemargo nell'inseguimento di Gioca, ma verrà sconfitto quando la ragazzina troverà e userà inconsciamente il potere della maschera (simile a quella di Guilty della serie classica), da loro rubata per evitarne l'uso, che ha il potere di sigillare i cavalieri neri
  • Don Avido: è a capo dei cavalieri neri, è identico a Sage e Hakurei, sebbene non vengano specificati legami tra loro eccetto quella di essere tutti Saint, anche se lui è un traditore; l'unica differenza visibile è l'occhio sinistro che presenta una cicatrice ed è cieco. Caratterialmente è però molto diverso, difatti come il suo nome lascia intendere, ama più di tutto il denaro e ne possiede in grandi quantità nella villa che usa come quartier generale al punto da dormici assieme; molto sicuro e presuntuoso, ritiene il santuario e i suoi abitanti troppo noiosi, affermando che in quel luogo manchino "bacco, tabacco e venere", cioè 3 grandi vizi (alcol, fumo e donne). Nonostante ciò è molto potente e abile, possiede la black cloth dell'altare e ha poteri basati sulla manipolazione delle anime, inoltre sa traslare la sua e usarla per comunicare a distanza (arriva persino ad insinuarsi nella 13 casa del grande tempio). Con le anime sembra poter fare tutto, difatti le usa per bruciare i suoi sigari e con esse trasforma i ruderi della periferia di Venezia nella sua villa. Alla fine Manigoldo riuscirà a sconfiggerlo e a liberare tutte le anime che ha imprigionato, spedendolo nella valle di Ade, dove assieme al suo maestro Sage, sfideranno Avido assieme, questi però deciderà di farla finita da solo, lasciandosi precipitare verso il regno di Ade
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